Dopo due serate di pioggia, ieri sera finalmente
siamo riusciti ad effettuare le tanto attese osservazioni
astronomiche, seppure tra una nuvola e l'altra.
Capannelli di visitatori curiosi - in attesa di mettere
l'occhio al cielo - si formavano e disfacevano continuamente
attorno ai tre telescopi utilizzati. Orione, Vega e poi
Saturno sono stati gli oggetti piu' apprezzati.
Ancora una volta abbiamo approfittato della copia del
telescopio di Galileo per verificare come questi sia
riuscito a vedere tutto cio' che ha descritto
nel Sidereus Nuncius e nei suoi libri successivi.
Osservazioni per niente facili, visto il ristretto
campo di vista consentito dal cannocchiale, la
mancanza di un sistema di inseguimento della rotazione
terrestre e l'instabilita' della montatura.
Cio' nonostante, alcuni partecipanti alla serata
sono riusciti ad apprezzare l'apparenza "allungata"
dell'immagine di Saturno al cannocchiale, sperimentando
cosi' con successo la sorpresa che Galileo deve aver provato.
L'unico vantaggio che egli ha certamente avuto rispetto
a noi e' la mancanza di inquinamento luminoso
metropolitano.
AM